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verso Pasqua 1981
fede e luce
qua 1981 vorrebbe essere il compimento di un lungo periodo di preparazione e l'avvio di un nuovo slancio per tutta la vi ta e l'attività del movimento.
L a celebrazione mondiale "Fede e Luce" prevista per la Pas
Questo libretto propone una preparazione accuratamente studiata con l'aiuto di meditazioni, di testi per la riflessione e di suggerì menti pratici, riuniti per temi e distribuiti nell'arco di venti me- si. Se sarà utilizzato secondo il desiderio degli autori, dovrebbe. essere un eccellente mezzo di rinnovamento spirituale e permet - tere a tutti i gruppi "Fede è Luce" di unirsi in una comunità eu - caristica di pellegrini, rappresentata da tutti coloro che a Pas - qua saranno a Lourdes.
E' per me motivo di gioia fare la prefazione a questo lavoro che
unisce così felicemente il punto di vista della preparazione al pel legrinaggio di Lourdes e quello della crescita di ogni comunità Sono veramente lieto che questa data di Pasqua 1981 non sia con- siderata come un "vertice" isolato dal resto, l mesi complementa ri di riflessione e di meditazione, anch'essi proposti, assicure -
ranno le basi necessarie per il dopo-pellegrinaggio di Pasqua1981.
Che Dio benedica tutti coloro che parteciperanno a questa prepa- razione e a questa celebrazione.
SA brd
Cardinale Hume Luglio 1979 Arcivescovo di Westminster
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Celebriamo
la Pasqua 1981
Pasqua 1981, pellegrinaggio inter- nazionale a Lourdes: ci ritroveremo ai piedi della Vergine di Massabielle, arriveranno da almeno 23 paesi, bam bini, adolescenti, adulti handicappati mentali circondati dai loro genitori e dai loro amici, Tutti quelli che non po tranno intraprendere questo lungo viag ‘gio si metteranno anch'essi in cam - mino verso un luogo del loro paese do ve più si senta la presenza di Dio.
Molte comunità, nuove e vecchie , desideravano questo pellegrinaggio per rendere grazie delle meraviglie realizzatesi in'Fede e Luce" da dieci enni, e per rinnovarsi nella speranza. Il gruppo imernazionale ha deciso di rispondere a questo desiderio, mal - grado le obiezioni che si presentava- no, come il costo e la lunghezza del viaggio, le forze mobilitate per pre - parare ed organizzare, il pericolo di ritardare l'integrazione della perso - na hamdicappata e delle loro famiglie nelle comunità esistenti. Ma se que- sto proposito corri sponde veramente a un desiderio di Dio, Lui ci darà la forza per superare gli ostacoli e i cischi .
1 pellegrinaggi ecedenti a Lourdes nel 197) e a Roma nel 1975 sono stati
segnati da una manifestazione specia-
le dello Spirito Santo,
Tutti coloro che parteciperanno al pellegrinaggio del 1981 potranno, an- che essi scoprire qualche cosa di nuo vo: il mistero della gioia che ci è da- ta in Gesù, al di là delle sofferenze.
Un incontro internazionale " Fede e Luce" fa cadere le barriere di nazio- nalità, ambiente, età, intelligenza... Testimonia che è possibile ritrovarsi come figli di Dio in una famiglia al centro della quale i più piccoli, per la loro disponibilità, per il mistero del loro silenzio, svegliano in ciascu- no le proprie capacità di ascolto e di dono.
L'anno eucaristico che si svolgerà nel 1981 ha ispirato il tema del pelle- grinaggio: cibarsi di Gesù per riceve
re la vita e darla, (1)
Andremo a Loudes per approfondire , con l'aiuto di Maria, cosa è l'Euca- restia, perché è al centro della vita delle nostre comunità, cosa significa: "prendete e mangiatene tutti".
(1) Così è stato tradotto per le comu- nità F.el. il tema stesso del Congres so Eucaristico "Gesù Cristo, pane 7 spezzato per un mondo nuovo, La
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*
nella comunita Fede e Luce
Le Nazioni Unite hanno proclamato il 1981 l'anno degli handicappati.
Ai movimenti cristiani è stato chie sto di partecipare a questa manife - stazione secondo la loro vocazione . In unione con tutte le iniziative del mondo, prepariamo questo pellegri- naggio perché ciascuno, qualunque sia il suo handicap, abbia il suo po- sto nella società e nella Chiesa.
Viviamo in un ‘epoca in cui la vita della per persone handic appata è grave. mente minacciata dalle lepogi sull'a - borio.
‘Allo stesso modo si progettano leggi sull'eutanasia in vari paesi. Andan- do a Lourdes in comunità con i no »- stri fratelli e le nostre sorelle han- dicappate, noi affermeremo dinanzi
al mondo, ben più che con le parole, la fede nella loro dignità umana, nel la loro qualità di figli di Dio, nella” loro capacità di vita spirituale di ve ro amore. x
11 pellegrinaggio internazionale e i pellegrinaggi locali saranno incon- trì non tra individui, ma di comuni - tà "Fedi . Luce" che riuniscono sta
bilmente delle persone handicappate,
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i loro genitori e i loro amici. Queste "comunità-collegamento" avranno sempre cura di partecipare alla più grande comunità: parrocchia, dioce- si, Chiesa universale.
Su questa nuova via, che lo Spiri- to Santo ci dia sempre più la sua lu-
ce, la sua forza e il suo soffio crea-
tore, la sua sapienza, e che in una fiducia totale in Maria noi possiamo rispondere pienamente a questo invi» to di amore.
Marie Helène Mathieu Coordinatrice internazionale di F.L.
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Perche Uesto libretto
E' stato preparato su richiesta di diversi paesi e con la più stretta col- laborazione di alcuni di loro, per cre are una più grande unità tra le diver- se comunità Fede e Luce, e permette» re a ciascuna di loro di preparare in modo concreto e spirituale, la via ver so la Pasqua 1981. E' destinato a tut- ti i membri della comunità , sia che va dano a Lourdes sia che celebrino la Pasqua nel proprio paese.
Questo libretto, incentrato sul tema generale del pellegrinaggio 1981 "Ci- barsi di Gesù per ricevere la Vita e darla", contiene venti temi che, per maggior chiarezza, corrispondono ciascuno ad un mese dell'anno e vanno dal Novembre 1979 al Settembre 1981.
Come utilizzario
Non c'è nessuna ricetta, spetta ad o- gnuno utilizzarlo nel modo migliore... Quello che è proposto è un invito alla riflessione sul senso del pellegrinag- gio, un invito alla vita comunitaria,a un più grande impegno di fronte a Ge- sù e ai nostri fratelli. A partire dai testi, dai suggerimenti proposti, che sono delle semplici piste, spetta ad »agni comunità prendere le proprie ini,
ziative, arricchire e completare le 1- dee appena abbozzate, rimetterle nel loro contesto, sopratutto quando si
tratta di citazioni del Vangelo, vede-
re come adattarle concretamente in mo
do che ciascuno, genitori, handicappa ti, amici, sia realmente impegnato,
Resta da fare l'essenziale: trasfor - marlo nella presenza viva di Gesù in noi, in un efficace reciproco slancio del cuor, in una più intima unione e fiducia f.ìîiale nel Padre del Cielo, Così, poco a poco , al di là dei mari e dei continenti si creeranno legami, forse invisibili, ed è nella gioia che ci ritroveremo a Lourdes nel 1981. Già questo libretto si è potuto realiz- zare grazie alla preghiera di pelle - grini che non si conoscono ancora; essa ha sostenuto il lavoro del picco- lo gruppo che l'ha elaborato, pensan- do a ciascuno di coloro che lo utiliz - zeranno,
esto libretto non è che uno strumen to, Ora mettiamoci insieme in cammi- no, Alleluia!
é.
e
NOVEMBRE 11974
] Siamo tutti pellegrini
a
di tutti i zsiorni.
ic’ e avrà effetto anch: dopo, nella vita
sn fi Ual
Molto prima di prendere la strada o il treno, ciascuno avrà fatto
nur primo snsso, quello che consisto nel lasciara il piccolo uni-
verso 25220 eve piccol» abitudini. Per partire ci si dave libera-
» le Je (e) {
Hen 9 e wi 5 Uol a Viù H (7) de) () A n
(Marco 538)
uò diuarte”
A quale convers ione
andare avantil.
» bnatono, “è one, nè bis
accia,
sono chiamato? Su quale sentiero di entusia
smo e di stanchezza mi lascerò trascinare per incontrare l'Altro?
Dio mi ha voluto bene dandomi una figlia fragile, perché mi ha dimostrato che il mondo, fa gente, è ancora piena di bontà, e che ja fratelianza non è scomparsa in questa epoca di egoismo e di crudeltà e di violenza.
E yiva è ancora la comprensione per chi soffre. | giovani pellegrini, specialmente quel- li che, pur non essendo oppressi da problemi familiari o personali, henno seguito altruistica- mente il pellegrinaggio, ce lo hanno dimostrato con una dedizione e una premura encomiabifi.
E a questi giovani, na sono carta, ne segui- ranno altri e altri ancora, che sapranno liberare dal loro cuore la bontà che mol tutti abbiamo innata, chi più chi meno soffocata nel nostro cuore dal beni materiali ed effimeri.
MARIA VAROLI
(PARMA)
"Essere pellegrino vnol dire partire con altri, partire spoglio, disponibile per torna re colmo di pace, di gioia,d'a
more, e irradiarne gli altri"
Frangoise Lacoste studente
(Belgio)
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PERCHE' ABBIAMO SCELTO DI FESTEGGIARE LA PASQUA 1981 RIMANENDO NEL NOSTRO PAESE ?
La mentalità si è molto evoluta dopo Lourdes 1971: le celebrazio mi locali con persone handicappate e i loro genitori sono ora pos sibili, cosa che era impensabile digci anni fà. Potremè rendere
grazie di questo alla Pasqua 1901!
Abbiamo scelto di celebrare la Pasqua nelle nostre parrocchie o nelle nostre cattedrali, in unione con tutte le altre comunità Fe de e Luce, sia che queste restino nel loro paese d'origine, sia
che vadano a Lourdes.
Perchè restare nel nostro paese? Ci sono ragioni economiche, senza dubbio, ma non sono essenziali; il profumo costoso versato da una donna sui piedi di Gesù non era forse un gesto di amore, e non di spreco? Se noi restiamo è perchè i più piccoli possano celebrare la Pasqua intorno ai loro pastori, sacerdoti e vescovi.
E' per vifere a livello locale quattro, giorni di incontri, per condividerli con coloro che ancora non conoscono i doni speciali della persona handicappata, perchè si intreecino dei legami dura
turi con dei giovani amici che vivono nella nostra città.
Questo permetterebbe anche a quelli che vivono negli ospedali psi chiatrici di partecipare alla celebrazione pasquale: alcuni infat tisarebbero di salute troppo fragile per andare fino a Lourdes.
Potremo anche invitarli a unirsi a noi, venendo, ad esempio, al la celebrazione della domenica di Pasqua alla cattedrale, mentre
noi potremo andare a trovarli il venegrdì all'ospedale.
Sono battezzati, e hanno anch'essi il diritto e il bisogno di par
tecipare alla vita della chiesa. Preparare e celebrare la Pasqua insieme, non potrebbe essere una |
occasione per creare dei legami con la loro parrocchia?
Teresa de Bertodano (Inghilterra)
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3 * deciso ciro a -_ i. Ha} toi Il pellegrinaggio più importante, per me, è andare con il mio
bambino dalla porta di casa a quella della chiesa parrocchiale.
(una mamma inglese )
* è. è è è » e I—[ / Ie. _ | E' a Lourdes nel 1971 che abbiamo
scoperto il nosiro ragazzo nella sua interiorità, abbiamo accettato la sua vita spirituale e il fatto che a suo modo annunzi la Buona Novella. Abbia- mo notato come era stato sensibile ai gesti di Lourdes, ai segni di croce, i all'acqua, al fuoco ecc. Abbiamo parla to spesso di Gesù, di Marias..s.se.io Ora è del tutto normale che sia lui a parlarcene. Abbiamo anche ràcevuto questa grazia di vivere più in profon
dità col nostro ragazzo handicappato;
le difficoltà restano, le preoccupa- zioni non mancano, ma ci ritroviamo su una via rischiarata da una luce
" tanto più forte "
Marie Jo Sambardier ‘TFrancia)
(mamma di Jean Pierre, 22 anni)
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MEDITAZIONE A MODO
pellegrinaggio: una varola di ieri
forse, ma anche una necessità di oggi dicevo tra me l'altro giorno.
Congressi, giornate di studio, tavo ie rotonde, dibattiti di ogni genere!
Quale professione, quale formazione politica, quale gruppo non ha i suoi giorni di incontro; sono regionali, na zionali, internazionali, mondiali!
Questo immenso bisogno di ritrovar- si, di scambiarey vien fuori da ogni narte: allora, un pellegrinaggio, che è un incontro,non è anche una risposta alla realtà attuale?
Questo viaggiatore, il pellegrino, non è forse un uomo di oggi?
Contemplando tutti questi sforgi di incontro nel mondo di oggi: miglizia di discorsi, tonnellate di carta stampata, traduttori, mo deratori, microfoni, malintesi, milioni di parole, mi sono chiesta se, di fronte 2ll'eccessodelle parcle ed ai limiti del loro potere non risponde forse ad un bisogno attuale riabilitare il gesto, il ‘vivere ingieme”, l''aprire gli occhi"?
Un pellegrinaggio non è forse aprire il cammino dell'incontro a chi non ha la parola e riportare all'essenziale noi tutti che sia- mo sazi dî parole?
( Nicole Schulthes )
Li + SUGGERIMENTI 4-0 pei piano
- Tradurre in maniera spirituale da un lato, concreta dall'altro, 1 fatto che un vellegrino debba liberarsi di tutto per cammi - NErTe è
- Essere un viafgiatoresenza valige: ci trasciniamo forse dietro {41 nostro confort, le nostre antipatie, il nostro passato...?
- Qual'è il progetto della nostra comunità? Dove celebreremo la Pasqua 7981? ( tenendo conto del desiderio e delle possibilità di ciascuno: alcuni andranno a Lourdes, altri festeggeranno Pa qua sul posto...)
- Che nome dare alla nostra comunità? ( informarne il responsabi le per la regione o nazionale Ve
ocelli
10
Sia che andiamo a Lourdes, sia che restiamo a casa, siamo tutti interessati al pellegrinaggio, prima, durante e dopo il suo svol- gimento...
"La folla dei credenti aveva un cuore ed un'anima sola. Nessuno arteneva, ma tra loro tutto era comune"!
chiamava suo ciò che gli a e IZ Atti 4,32)
Camminiamo per vie assai differenti, ma domandiamo allo Spirito di Pentecoste di fare di noi, sempre di più, una sola famiglia, do
ve ciascuno abbia il suo posto.
Vivere in una comunità di cristiani è una missione, Come Vescovo lo dico a tutti voi: la Chiesa ha bisogno di voi, Fondate insieme co- munità che siano profonde, esigenti, che irradino l'amore di Gesù, comunità aperte allle altre comunità, alle parrocchie e ai movimen ti. Un giorno, ‘nella pienezza della luce, potremo vedere tutto quel lo che Dio ha scritto nel cuore delle persone ferite, la loro comu-
nione all'amore di suo Figlio ed il loro irraggiamento missionario.
Jacques Delaporte - Vescovo ausilàre di Nancy (Francia)
alle comanità Fede e Luce della sua Diacesi.
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camminiamo In
Un sacco portato in due è due volte più leggero; una gioia condivisa è molto più grande; le vacanze in solitudine sono tri 8s+*. con degli amici sono una festa».
La strada è lunga e più difficile per chi è solo... Camminare in comuni tà è incamminarsi insieme, è contare glì uni sugli altri, è camminare al ritmo dell'altro, ora più svelti, ora più lenti; P
è mettere. în comune il proprio pic- nic, il buono e il meno buono, il sala to con lo zuccherato, il pane con il burroj
è condividere il sorriso, la paro la, il gesto, la stanchezza, la soîfe renZz&ec00
E' portare il sacco dell'altro,tal volta laaciare che l’altro porti il MiOs000
E' accettare di rimettere in que- stione la strada che volevo seguire, è scoprire delle meraviglie sulle qua li, da goli, non ci saremmo fermati;
e vivere insieme la presenza di Ge sù con noi, anche se, come i pellegri- ni di Emmaugs non lo riconosciamo. Ma noi lo sappiamo? "quando due o tre so- no riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro",
( Paulette Feller - Lussemburgo )
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Ira Ri dre SOA III di |
comunita’
pet SELE ZIA HE Poi
. = SUGGERIMENTI , ui iii ii iii
Conosciamo il nome, il cognome sue pene ed i suoi interessi?
Camminare in comunità: passare settimana, fare un ritiro,
sieme la messa domonicale...
Nelle prime comunità cristiane
che modo nella nostra comunità cercheremo di
tizione e questo recinroco aiuto fraterno?,.. anche tutti quei piccoli gesti
il pellegrinaggio certo, ma
e l'occupazione di ciascuno? Le
insieme una giornata,
una merenda in grupvo, ascoltare in
.
un fine
tutto era messo in comune:
vivere
renderanno a ciascuno il cammino più facile.
ne (inviti, decorazioni, canti, accoglienza, +..e)»
BUON NATALÈ
ues
a
cassa comune
Dicembre '79: tra nualche giorno, NATALE! Questa festa verr
preparata con gran cura dalla comunità, che ciascuno abbia qualcosa da fare durante ques
facendo attenzione ta preparazio
in spar - ta Der che è. à a i Pi " A + Li
GENNAIO 4989
3. in comunità “accoglienti”
® è © Rispondendo all'appello di Lourdes, sconriamo di avere le mani vuote e talvolta anche il cuore. Fecoqci riuniti così come siamo, senza maschere o etichette. Ma siamo abbastanza attenti agli altri? ® "trratelli, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo. Supponiamo che entri in una vostra è adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamen
te, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Voi guardate
a colui che è vestito splendidamente e gli dite: "Tu siediti qui co
modamente" e al povero dite: "Tu mettiti in piedi lì", oppure "Sie- diti qui ai piedi del mio sgabello"
Non fate così dentro di voi un giudizio? Ascoltatemi, fratelli
miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per far
1i ricchi won la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli
che lo amano?"" (Giacomo c,2, vv.1-5)
i > rl i piece lol ll es osso i SS
14
’tutti” insieme
Una delle preoccupazioni del le nostre. comunità è accogliere i fratelli feriti più gravemen- te e i più emarginati.
Questa accoglienza incondtio nata contribuisce a fortificare la vita delle comunità perchs l'apertura alle persone più do- lorosamente colrite è sempre un appeliìo ad un'amicizia più pro- fonda tra ciascuno dei membri di questa comunità.
Di recente abbiamo conosciu- to Sabina e con lei abbiamo vas. sato una settimana in campeggio; Sabina ha tredici anni, non vede, non parla, sente voco, cammina anpena, e comunica con il mondo esterno attraverso il tatto, Il suo viso, dall'espressione tene ‘© ra e mistreriosa, lascia però 7 trasporite di tante in tanto sen timenti di tristezza e di gioia. Il campeggio vissuto con lei ci ha permesso di conoscerla meglio.
Certo, c'è stato un po' di lavoro in piùs qualche ora di veglia s:pplementare, na quel la settimana vissuta insiem® è stata vissuta in maniera in tenca. A poco ‘a, poco ci siamo tecoperti" reciprocanente
Sabina costantemente ci rivor tava all'essenziale. glieva la voglia di ci, non solo de le m cole difficoltì ineren
ogni campegsio in montagna, ma
anche dei problemi personali di ciascuno»
La sua i ip è stata un alle tà della comunità; da no alla cera non facevamo nul la senza di lei, ed il suo po
ste non era l'ultimo. Per mol ti è stato l’inizio di una conversione è e è
(testimonianza italiana all'in contro di Bruxelles)
- La nostra comunità è accogliente e attenta a coloro che sono isolati, specialmente i viù colvniti dall'handicap, sia che siano nelle loro fa miglie, o in istituto, o in ospedale psichiatrico? Si
- Informare del progetto del pellegrinaggio o della celebrazione posqua le i responsabili della parrocchia, e vectere con loro se’ conoscono © persone con le quali sarebbe eventualmente bene entrare in contatto; lascia lora magari della documzntazione su Fede e Luce.
- Alcuni di noi sarebbero pronti a suscitare un'altra comunità
?
BBRAIO 41980
4 Ognuno ha il suo posto nella comunità
Sono tornato stasera da una festa rYede e Luce... Tutte le nostre strade si sono in contrate; abbiamo partecipato ad una mes say ad una festa; siamo diventati una co munità cristiana... Cosa vwuol dire?
Vuol dire che siamo invitati da Dio ad essere in comunione con Lui e il suo Ti- glio, in modo che diventiamo per gli al-
Dio.
Così io, sacerdote, nella comunità sono la prova che Dio invita sempre e tutti alla sua mensa;
che Dio nou giudica nè condanna ma chia ma e accoglic;
che Dio non fa differenza tra le persone ma le ama tutte allo stesso modo, guardan do solo il cuore»
Così tu, mamma, nella comunità sei la pro ma concreta che Dio è per gli uomini come ura madre e vuole loro bene: "Cone una madre consola suo figlio, così io (=Dio) consolerò voi e sarete lieti..." (Isaia 66/13)
Così tu, papà, nella comunità sei la prova concreta che Dio ama gli uomini come un padre: "To (=Dio) dicevo: come votrò annoverarti tra i miei figli e darti una terra dilettevole... Io pensavo: mi chiamerai Padre e non ti allontanerai più da me" (Geremia 3/19)
Così tu, signora anziana, nella comunità sei la prova concreta che Dio ha molta esperienza e molta pazienza: "Tu, Signore, sei Dio mite e benigno, paziente, pieno di bontà e fedeltà!" (Salmo 86/15)
Così tu,ragazzo, nella comunità sei la prova concreta che Dio ha sem- pre un cuore giovane e guarda sempre al futuro: "Davvero il Signore crea cosa nuova sulla terra!" 3 (Geremia 31/22) "5cco,y To. (=Bio) faccio nuove tutte le’ cose!" (Apocalisse 21/5)
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16
Così tu, ragazca, nella comunità sei al prova concreta che Dio sa sor ridere agli uomini, pieno di tenerezza nel cuore e di bontà nello sguardo: "Allora Gesù, fissando il suo sguardo sopra di lui, lo amò..." (Marco 10/21) . Così tu, bambino o bambina, nella comunità sei la prova concreta che Dio ama la vita e la fosta è ne prepara una per tutti, . ) Tu, bambino, non trovi strana la convivenza tra tutti gli esseri: ."xllora il lupo abiterà con l'agnello, Ù la pantera s'accovaccerà con il capretto; vitello e leone pascoleranno insieme, sotto la custodia di un piccolo fanciullo," (Isaia 17/6) Così tu, fratello handica»pato, nella comunità sei la prova concreta che Dio non è venuto tra noi in modo spettaccloso e imponente, ma nella povertà e nella semplicità: "Maria diede alla luce il figlio suo primogenito, lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mansiatoia, perchè all'albergo per loro non c'era posto," Luca 2/7)
Mancherebbe qualcosa a
d una comunità cristiana se non ci fossero tro adulti, anziani,
den- giovani, bambini e fratelli handicappati, Ognuno, a modo suo, è per gli altri le mani, lo sguardo, il cuore di Dio che nella persona di Cristo ci ha amato concretamente con un cor po umano, mani umane, s
» i guardo umanoy cuore umano.... "Come il cofpo infatti è uno solo,
ed ha molte membra... Così il Cristo...
Ora voi,(=i cristiani)
siete il corpo di Cristo
e sue membra,
ogniuno secondo la propria parte," i
(I Corinti 12/12 e 27)
Michel Charpertier
©:
ULTIMO MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO I in 29-9-1978, GIORNO DELLA SUA MORTE
"Chiediamo agli infermi e agli
handicappati di capire quale
importante parte essi abbiano 9 \1/ | \\ È >
nel viano di Dio e quanto l'e - | q aa we, [NF vangelizzazione dipenda da Î <a = pen loro..." 2; (a ce
SUGGERIMENTI
- I genitori, gli amici, le persone handicavpate sono presenti nella comunità? Hanno il loro spazio? Qual'è il dono particolare di ciascuno? Come scoprirlo?
- Ogni anno, in occasione della Presentazione di Gesù al Tempio ( il 2 febbraio ) le comunità si riuniscono per la Festa della Luce. La liturgia di questo giorno celebra Gesù, luce della nostra vita. Uno spettacolo o una veglia saranno preparati dalla cominutàì che in viterà in questa oècasionè dei nuovi amici, Il tema potrebbe esse re: la luce nella Bibbia ( Gonesi, Esodo, Natale, Purificazione, cieco nato, Resurrezione, Pentecoste, Gerusalemme celeste ),
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MARZO 41980
Di Sono loro che ci uniscono
e ci guidano
" Dobbiamo ritornare ogni vol tay senza stancarci, verso la luce che riceviamo dai più piccoli e deboli, da coloro che la società rifiuta o igno ra e che sono al centro delle nostre comunità, Possiamo de- cidere di camminare insieme perchè loro sono presenti ed abbiamo acconsentito a met-
terci alla loro scuola."
( Mariangela Bertolini )
‘Una comunità si costruisce come una casa, con phetre di ogni genere. Ma ciò che tiene insieme le pietro è il cemento. E il cemento è fatto di sabbia e di calce, che sono materiali così fragili, Un colpo di vento e volano via, diventano polvere. Così nella comunità, ciò che
ci unisce, il nostro cemento, è costituito da chi fra noi è più fra
gile e povero,"
Didier
(citato da Jean Vanier in "La comunità, luogo del perdono e della
festa - ed, Jaca Book 1980)
A
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se AA e e ee E° _ —_____—_———_—»
Spesso iniziamo con l'intenzione di aiutare gli altri, E poi ci ac- corgiamo di aver, noi, bisogno degli altri. In effetti ognuno dà e riceve. Fede e Luce ci rivela il paradosso delle Beatitudini: saco- prire la forza ed il tesoro celato in ognuno, anche il più piccolo e debole,
. * x " Le membra del corpo che sembrano più deboli sono anzi più necessa
rie. Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perchè non vi fosse disuniane nel corpo, ma anzi le va-
rie membra avessero cura le une delle altre." ( I Gorinti 12, 22-25)
——_—__. ccreooeentt
E' un punto fondamentale sapere che colui che è stato rifiutato
porta in sè i semi della salvezza. E* lui che può guarire l'egoismo
delle persone che si credono normali. Non è forse lo stesso rifiuto
che ha vissuto Gesù? Colui che è stato rifiutato ci ha salvato.
Perchè la persona handicappata è rifiutata? Le ragioni sono pa- recchie, il fatto è evidente. Nei piccoli villaggi africani, dell'In dia e in altre parti, quanto più si vive in maniera naturale e sem- plice, tanto più in generale si accoglie la persona debole; vi è tut tavia un'eccezione; talvolta si rifiuta quello che si chiama " il È pazzo "., All'opposto, quanto più una società diviene materialista, individualista e specializzante, tanto più la persona handicappata è rifiutata e messa da parte; e di ciò sono testimoni i nostri ospe dali e i nostri istituti,
Invece, colui che viene rifiutato può divenire fonte di salvez-
za, di unità, di pace. 5' fonte di salvezza perchè ci trasforma. In
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sos. d—-_ —
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vece di estere persone che vogliono avanzare, guadagnare soldi e 28
sere catturate da un mondo di normalità, noi possiamo scoprire, gra zie a colui che è rifiutato, un'altra cosa, cioè che lui cambia il nontro cuore, Così ci porta un mossaggio, ed anche la gioia. Ci fa Bcoprire un nuovo senso dulla vita, non nell'azione politica, ma nol
l'incontro, nell'impegno comunitario, nella comunione dei cuori @
nella compassione.
Non è facile entrare in relazione autentica con la persona hane
dicappata; può darsi che ci cambi, ma è necessario che i semi del
cambiamento siano giù presenti dentro di noi. Ed è qui che si ritro va, contemporaneamente in lui e in noi, questo bisogno di Gesù, del le beatitudini, dello Spirito Santo. E',in fondo,Gesù che trasforma
4 nostri cuori attraverso le mani ed il volto della persona handicap
pata.
Jean Vanier
SUGGERIMENTI
- Nella ‘nostra comunità, chi, che coca ci unisce? Per chè e in che modo ci stiamo?
- Sappiamo da dove viene ognuno di noi?
- Sappiamo ascoltare nei nostri progetti e nei nostri
scambi chi parla di meno?
Esistono comunitì Fede eLuce simili alla nostra in una ventina di Paesi e tutte, per cammini diversi, si preparano al pellegrinaggio di Lourdes. Sarebbe ìntéressante localizzare su una carta geografica
le altre comunità Fede e Luce nel nostro Paese e nel mondo. Perchè non fare un gemellaggio con una di esse?
Seconda puntata del fascicolo
Carissimo,
questo è il secondo fascicolo del'numero giallo", ‘Insieme verso Pasqua 1981", che aiuta tutte le comunità Fede e Luce
del mondo a camminare verso Lourdes.
| Il lavoro di traduzione dal francese, di impaginazione for zatamente diversa dall'originale, con foto e disegni nuovi, ri -
chiede molto tempo ed impegno. Per questo abbiamo dovuto pub
v
blicarlo a"puntate", inviandolo insieme al giornalino. Altrimenti
sarebbe stato un opuscolo separato, venduto a parte...»
Forse già immagini la conclusione del discorso..... SÌ,
chiediamo a tutti quelli che possono, di inviare un contributo + per questo numero speciale, come se fosse stata una pubbli -
cazione indipendente dall'abbonamenio ad "Insieme",
Vi ringraziamo di cuore,
La Redazione
PASQUA 1980
CRISTO RISORTO
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" Io sono la Risurrezione, chi crede in me, anche se morto, vivrà." (Giov. 11,25)
La vittoria di Gesù sulla morte può essere la nostra vittoria da oggi. Perché la Risurrezione di Cristo? Per la nostra propria risurrezione se, da oggi, noi accettiamo di vivere dello Spirito del Cristo risusci- tato,
"Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amato, Da questo tutti ri- conosceranno che siete miei discepoli: dall'amore che avrete gli uni per gli altri." (Giov. 13, 34-35)
Il cammino di Lourdes passa attraverso mille piccoli gesti, che lun- go i mesi e le settimane, esprimono il nostro desiderio di essere , malgrado tutto, fedeli al messaggio di Pasqua,
"Se qualcuno mi ama, custodirà la mia parola,Mio Padre l'amerà e verremo a Lui e faremo presso di lui la nostra dimora ."(Giov.14,23)
La chiesa avanza nel suo pellegrinaggio attraverso le perse» cuzioni del mende e le conselazioni di Die, annunciando la croce e la morte del Signore fino al gior ne della sua venutas La virtù del Signere risuscitato è la fer za che gli permette. di vincere cen la pa zienza e la carità © le afflizioni e le difficoltà che le de rivane contemporanea mente dall'esterne, e dall'interne e di sve
lare fedelmente a tut to il mondo il mistere del Signore, ancora ay volte nell'embra, fino
al giorne in cui, fi-
nalmente, egli risplen
derà nella pienezza della luce.
Vaticane II, la Chiesa,1
_ SUGGERIMENTI
mi chami per nome
Dupe la Resurrezione, Gesù rimase ancera in mezzo agli ug- mini, e diverse velte si presen tò ai suoi amici.
Il gierne stesso della Re- gurrezione apparve a Maria Made dalena, vicine al sepelcre; ma nen fu ricenosciute subita da lei: nella sua disperazione, el la le ricenebbe sele quande la shiamò per neme.
Spesso Gesù è vicine a nei e anche nei, come Maria Maddale na, nen le ricenosciame; siamo presi dai nestri prebleni, a vel te dall'angoscia, e non sentiamo la sua presenzae
Eppure Egli ci chiama per- chè vuole che siame suei amici: cerchiame di sentire la sua ve- ce e senza paura chiediamegli di aiutarci a trovare la pace.
Vaia mamma
) Coda
(sfata)
- Se, pessibile, ritrevarsi nella comunità per partecipare alle celebrazioni pasquali in parrecchia.
- Come Maria Maddalena, ciascuno di nei ha momenti di gran de dolere e di depressione in cui ci sentiamo abbandena-
blaunsskiananà
in che mede può aiutarci la comunità a ritrevare fede
nella tenerezza di Gesù?
- Gesù ci unisce, ci ama e ci insegna ad amare, Pensiamo a un piccole gesto di gieia, a un gesto di perdeno, ad un serrise, a Un fiore.o:.ec0s0000oe
4a
26
e pi MAGGIO 1980 =
f Lo Spirito Santo dono di Gesu risorto
"Se lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, allora Colui che ha resuscitato Gesù dai morti, ridarrà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in
voi.
Dunque, fratelli, noi siamo debitori, ma non nei confronti della car, ne per vivere secondo la carne, Infatti se vivete secondo la carne, voi dovete morire; ma se per mezzo dello spirito voi fate morire le opere del corpo, allora voi vivrete, Difatti tutti quelli che sono guidati dal- lo Spirito di Dio sono figli di Dio, Né avete ricevuto uno spirito di schiavitù per ricadere nel timore, ma avete invece ricevuto uno spi- rito di adozione, che ci fa gridare : "Abba!Padre!".
Lo stesso Spirito Santo rende così testimonianza al nostro spiri- to che siamo figli di Dio. Figli, e quindi eredi; eredi di Dio e co- eredi di Cristo, se tuttavia soffriamo con Lui per essere anche glo-
rificati con lui." 4
(Romani 8, 11 - 17)
‘a
[o epico PO
Ci dimentichiamo facilmente dello Spirito Santo. Conosciamo la Parola incamata, Gesù Cristo, Egli è il modello che cerchiamo Gi seguire. Lo Spirito Santo invece sembra silenzioso e inatti vo; non Lo conosciamo. Gesù parla, dorme, mangia, guarisce; Lo vediamo vivere nel Vangelo. Me lo Spirito Santo, invece, rima= pe invisibileo
Ma Gesù non fà niente senza lo Spirito Santo, sempre presente Gesù è concepite dallo Spirito Santo; dal primo istante lo Spi rito Sento abita in Gesù e fa di Lui il Figlio di Dio» Durante tutta la sua vita terrena, Gesù manifesta l'azione dello Spiri %o Santo in Lui. I suoi miracoli, la sua forza e la sua parola provano che lo Spirito Santo dimora in Luis
Perchè lo Spirito fosse diffuse e riconosciuto, Gesù ha dovuto andarsene, Allora i cristiani henno capito chi è lo Spirito San to e che è inviato da Gesù, E° Lui che darà ai cristiani la com prersione della Parola e la forza di affrontare tutte le diffi» coltà»
Negli Atti degli Apostoli noi vediamo l'azione dello Spirito Santo: sono prodigi come le guarigioni o il coraggio ercico dei discepoli, ma sono anche le conversioni e il perdono dei pecca» tio
La Chiesa vive dello Spirito Santo che è la sua anima e il suo respiro. Le dà la crescita e la guida "verso la verità tutta in fera" attraverso i conflitti che la minacciano nella sua stessa esistenza, Lo Spirito è la nostra forza. Quando siamo sommersi dalla sofferenza e dalle difficoltà, quando siamo tentati di ab bandonare tutto, lo Spirito dimora in noi. Se l'’accogliamo, ci renderà la forza, non solamente per noi, ma anche per gli altri perchè facciamo tutti parte del Corpo di Cristo in cui ogni men bro ba la sua importanza speciale. Lo Spirito Santo è presente nella persont più Handicappata e ci parla nel suo silenzio» B°
27
dd n
presente nelle nostre comunità di Fee e Luce per risveglia re le nostre forze, per darci lagioia e far brillare la no- stra luce nell'oscurità.
Jbrgen Hviid (cappellano internazionale di Fede e Luce)
SUGGERIMENTI ________ iaia REATI LA - E° tempo di Pentecoste. Cerchiamo assieme le prove dell'azio $ ne dello Spirito Santo negli Atti degli Apostoli, - Tn che modo ha agito lo Spirito nella nostra comunità Fede e Luce? Qual'è la nostra relazione personale con lo Spirito Santo? Cosa sappiamo di Lui? Nella nostra comunità vi sono alcuni che non sono eresimati? Perché?
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SEI GIUGNO 1980
8 Nutrirsi di Gesu LI attraverso la Parola
* Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme al seminatore
e pane da mangiare,
così sarà della parola
uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto
senza aver operato ciò che desidero
» e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata, Csaia 55, 10 - 110
——______________—
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30
"Aprite, spalancate le porte al Cristo. Permettete a Criste di parlare all'uomo, Lui solo ha parole di vita, sì di Vita Eterna"
(Giovanni Paolo II°)
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“Una parola che va al cuore,
Secondo l'espressione di SoGiovanni, è Gesù, il Verbo di Dio fatto carne, cheè "Parola di Dio". E laChiesa dice a sua volta questa parola ad ogni generazione, fedele al messaggio ricevuto di insegnare a tutte le nazioni.
Questo messaggio può prendere diverse forme: parola o ome lia del pastore detta al popole di Dioj parola profetica di coloro che, con la loro vita, rendono testimonianza al Vangelo; parola dei genitori oggi, dei catechisti che di età in età dicono la fede che hanno ricevuto; parole di
speranza di coloro che sanne incontrare i poveri e gli af flitti, tutte parole umane che fanno eco alla Parela di
Dide00e
Se la Chiesa un giorno tacesse, sarebbe per costrizione: la Chiesa detta del "silenzio" sa ancera trovare la via dei cuori. Perciò è opportuno che in questo monde di rumo re e di furore, Ella ci richiami al silenzio, affinchè sotto l'azione delle Spirito Santo ciascuno possa percepi re nel suo cuere la voce settile della Parola misteriosa,
E* nella Chiesa come edificio che la comunità ascolta il più delle volte la Parola di Dio: sia queste un invite a rileggere questa parola a caga, individualmente o in fa- miglia, Anche le piccele comunità costituiscone un am- biente privilegiato di condivisione e di scambio: poichè la parola di Dio ci è data per grazia, è un tesoro spiri tuale che è bene condividere. AbbE M.Havard (Cantieri del Cardinale no66)
-—_ SUGGERIMENTI - —] <a iunn ee aerciser re sa
* - La comunità sceglierà una parola del Vangele che alimen terà la nostra vita spirituale nel cersa del mesee
-— Ciascune petrebbe comunicare la frase del Vangelo ehe gii parla in mode particolare, ® un atteggiamente di Gesù che l°ha più celpite? - Quali sene 1e parele, i gesti, i esnti che permetterati ne di nen escludere nessuno da questa partecipazione i della Parola?
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MMI LUGLIC 1980
9 Nella preghiera personale
Mesi d'estate. Tempo di vacanze per gli uni, Ci sono quelli che partono e vita che continua.
di lavoro per gli altri. quelli che rimangono. Ma per tutti è la
L'estate favorisce gli incontri. Volti nuovi, amici di un giorno. Le nostre strade si incrociano.
"_Io sono la Via, la Verità, la Vita . . sn
_ _——_T — i, 1a venta, ta Vita , ,
Questa tappa della nostra preparazione ci renderà ancora più atten- ti alla preghiera personale. Nelle nostre giornate, conserviamoci
degli spazi di silenzio, Nelle pinete, o altrove, non abbiamo paura di consumare del tempo per Dio
CORTI
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e ‘I LT‘([LLLWYUTtTtHtHttHt....[l[9lLIOGeeiioOoooi
Meglio pregare con il cuore senza trovare le parole adat te piuttosto che trovare le parole ma non mettervi il pro
prio cuoree Ghandi
"Io sono la vite; voi siete i tralcio Chi rimane in me come io in lui, porta molti frutti; per ché senza di me voi nen potete fare niente". _ Giovanni 15,5
Rimanere în Criste, ecco il fondamento di ogni comunità cristiana ey a maggior ragione, delle comunità "Fede e Luce". Sì, quando nei ci mettiamo in attitudine di silen zio e dimentichiamo i nostri progetti, le nostre preeccu pazioni, per essere attenti a Gesù che dimora in noi, lo Spirito di Gesù ci intreduce nel cuore stesse della vita trinitaria. Noi diventiamo capaci di amarci scambievol= mente, dello stesse amore cen cui il Padre ama il Figlie e il Figlio ama il Padrescsse. ma osiamo crederci?
Accettiame di lasciarci condurre dalle Spirite al deser to, ascoltiamo il Padre nostre che ci parla al cuore, e gli ci sedurrà e noi sareme riempiti dal sue amore. Non più contare sulle nostre proprie ferze, ma accettare ad egni istante di ricevere la Vita da un Altre. Accettare che Gesù, deno dell'amore del Padre, divenga Vita della nostra vitae
Se noi viviamo questa intimità cen il Signore, imparere mo a distinguere la Sua Volentà, e a lasciarci muovere dal Suo Spirito.
Beatrice de Muydler (Belgio)
33
a Navoro, mu, rn
ad apre Ne OA sla lle io vw Wta
AGO por Ar TUoTUvt a cartone n mezzo al Troppo, a sapa umane do parlo oe nuo du cana a i Mono al ppaglall. odi avivo al ua pro, a, non Mar Tui quonco I Tauupo Q Ludo, au NOn Dastianme Mamone da goal quolilhaui , uu Q Uine peuzaL lane ploue )
a napm dal Lunga degl. ob s
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P.
"o og du muovo, Na gue pAYUO possi ‘ 4
CRONO
Quando ego
Una denna che viwe in una baraeca cen nove bambini, diceva a propesito della preghiera: "Quande prego, e dice delle preghiere een delle parele imparate sente che eiò non bastao Allera ie parle a Die cen parele mie, ma sento che nen va nemmeno questo. Allera, parle cen il mie cuere, e sente ancora che queste nen è sufficiente c0006 allera, prege cen il silenzie".
P.Jacques Leew
_ SUGGERIMENTI * ag E Meier
- Che pesto diamo alla preghiera nelle nestre giernate? Per egnune, la preghiera può rivestire delle ferme te talmente differenti: messa, preghiera a cominciare dal Vangele, nei Geveri quotidiani, momente di silenzio, aderazione e lede del ereatore durante le nestre pase seggiateo c'o
- Quande siame divisi, la preghiera è il nostre legame invisibile. Pensiamo alla preghiera del Mercoledì che è al tempo stesso individuale e comunitaria. (i mem- bri di Fede e Luce hanno in effetti scelte queste giorne della settimana per ritrovarsi spiritualmente malgrade la distanza, per pregare in un sele cuere, ledare Die, pertare i pesi gli uni degli altri),
firmenrizinani ° 9908 È
i JO nella o (ID O
preghiera comunitaria
Padze nostzo che sei nei cieli, sia santificato i? tuo nome, | venga il tuo zegno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in tezza. + ‘dacci oggi il nostzo pane quotidiano, zimetti a noi i nostei debiti, come noi li zimettiamo ai nostzi debitozi, e non ci induzze in tentazione, ma €libezaci dal male
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Mora Aepanone wai preghiena e Vila.
I laici debbono utilizzare i nutrimenti spirituali (preghie- ra, liturgia, sacramenti) comuni a tutti i fedeli, in modo che
soddisfacendo perfettamente gli obblighi del mondo nelle situa-
on separino l'unione col Cri -
zioni ordinarie dell'esistenza, n sto dalla loro vita, ma crescano in questa unione compiendo i loro doveri secondo la volontà di Dio.
In questa maniera i laici progrediranno in santità con ardore e gioia, sforzandosi di superare le difficoltà inevita- bili con prudenza e pazienza, Né la preoccupazione della lo- ro famiglia, né le occupazioni temporali debbono essere estra-
nee alla loro preghiera e alla loro spiritualità, secondo la parola dell'apostolo:"Tuito quello che Voi fate, in parole ed
opere, fatelo in nome del Signore Gesù Cristo, rendendo gra- zie per mezzo di Lui a Dio Padre". ( Col.3,17)
Una tale vita di preghiera esige un continuo esercizio di
fede, di speranza e di carità,
Vaticano II
( Apostolato dei laici N.4)
>:
i OUOgerimenti i o ju
PPLGARE INGILME
La preghiera in comunità è un nutrimento importante, Una comunità che prega insieme, che entra nel silenzio e adora, si salda sotto l'azione dello Spirito Santo. Il gri- do’ che si alza dalla comunità è ascoltato da Dio in un mo do. tutto particolare, Quando si chiede insieme un dono a Dio, una grazia, Dio ascolta e ci esaudisce, Se Gesù ci ha detto che tutto quello che si domanderà in suo nome , suo Padre ce lo accorderà, a maggior ragione, io penso
quando lo domanda una comunità,
Forse non siamo ancora abbastanza semplici, abba- stanza bambini. Talvolta nelle preghiere comunitarie si gira un pò a vuoto, E' un peccato che non si utilizzino abbastanza i bellissimi testi della Chiesa, che non si co nosca meglio la Sacra Scrittura, E' vero che qualche volta il testo preordinato forse perde un pò del suo sa- pore se viene utilizzato tutti i giorni, Ma anche quello spontaneo può perdere un pò del suo sapore, Bisogna trovare un'armonia tra i testi che la tradizione ci of-
fre e la preghiera spontanea che sgorga dal cuore,
Jean Vanier (La comunità luogo di perdono e di pace)
- La preghiera è uno dei tre tempi dei nostri incontri? - Essa si esprime in modi diversi: silenzio...;
canti, musica,.,ygesti.,,ya partire da testi oppure in
modo spontaneo,,,E' un tempo forte a cui ognuno par-
tecipa con quello che apporta e quello che vi trova?
39
40 de a \ul
© n
Compiendo \S
la volonta del Padre
"MIO CIBO E' FARE LA VOLONTA' DI COLUI CHE
MI HA MANDATO E COMPIERE LA SUA OPERA" (Giov, 4,33)
Nella mia casa
"Mi applicavo sopratut- Un'anima semplice è quella che, nel fondo di tutto ciò che avvie ne, sa scoprire, adorare ed a- tù, non essendomi facile pra mare la volontà di qualcuno che ci ama, Una vita semplice è una vita che scorre in unione di fe -
to a praticare le piccole vin
ticare le grandi, così mi pia ceva piegare i mantelli dimen de con questo amore, ticati dalle sorelle e render ; . Augustin Guilleran loro tutti i servizi che pote- vo" .(Cfr.Teresa di Lisieux:
manoscritti autobiografici.)
Mentre cerco di scrivere Loic è qui accanto a me e bisogna
stare con tanto d'occhi.. .perché non getti per terra la pianta ver
de torcendosi dal ridere, o non tiri con ostinazione il mio foglio
di carta per strapparlo con evidente soddisfazione!
Dio mio! Quella frase di Teresa di Lisieux cade a proposi-
to sotto i miei occhi per ricordarmi anche io che sono chiamata ‘
all'Amore, e che questo non si vive a colpi di grandi virtù, ma
attraverso tutte le piccole cose quotidiane: quel bel vasetto, 4
cui tengo, mandato in briciole dalla mano di Loic, quella perso-
na che bussa alla porta proprio nel momento in cui gli do da man-
giare ( e so che si arrabierà se lo lascio solo); quei conti che
Pr*
47
non riesco ancora a finire perché bisogna cambiarlo; quella notte
quasi in bianco perché Loic ha mal di denti; qull'inquietudine per nio ‘figlio grande che non si adatta ad un istituto specializzato; e
quella solitudine che non finisce più dopo la morte di mio marito.. Un momento di impazienza: voglia di gridare, non è giusto, "il
bicchiere è colmo"!
Eppure, bisogna ben raccogliere quel vaso rotto, andare ad aprire la porta, cambiare Loic, calmarlo e consolarlo, telefonare al medico che segue Taddeo, vivere completamente sola nella sera che comincia, Allora perché non farlo col sorriso? Oppure se è nel- le lacrime almeno lamentandoci sul cuore di Dio, ma a bassa voce, come bambini? Ognuno di questi gesti così piccoli, così modesti può diventare eternità se lo faccio con amore: raccogliere con cura 0- gni briciola di vetro rotto perché nessuno si tagli, aprire la por- ta con un sorriso per accogliere colui che bussa ed invitarlo ad assistere al pasto di Loic; vederlo ridere di felicità sotto la doc- cia, combattere con tutte le mie forze e tenacemente contro la sua sofferenza che non vuol cedere; prendere appuntamento col medico, leggere un buon libro per passare questa serata solitaria; sì, tutto questo che vivo nella mia casa sulla terra, per farne un cammino verso la SUA CASA, il cammino dell'AMORE, dove Dio mi aspet-
ta. Una mamma Camille Profittie (Francia)
P.S. Loic si è "sporcato" proprio in questo momento, è l'ora di
mettere in pratica quello che ho appena scritto,
" Dobbiamo saper fiorire là do- "Signore, accettami così come sono, con i miei difetti, con
le mie debolezze, ma fà che
possa divenire come tu vorre sti che io fossi"
ve Dio ci ha seminato"
(S. Antonio)
(Giovanni Paolo 1)
42
Ad 0
cd ui voli ao pifoov rig Mal ba L'incontro con la volontà divina, cosi come la gioia
"di
ni stan
vir
essere e di vivere, non si possono incontrare al di fuori del
momento presente,
SAY Giffo £ “feat 15 tIESI 01 BILI
Îl vivere nél momento presente porta con' sé i mi; ib su E nell'ora della preghiera;# ‘* il raccoglimento in Dio,i i» nell'ora del lavoro; ERSU il coraggio’ e l'opera ‘ben ‘eséguità, nell'ora dell'ospitalità”, '** ‘l'arcoglienza di ‘ùn' core ‘aperto, nell'ora della convergazione' col tuo fratello, up Dr: la presenza di un'amicizia attenta,
bia Liz di
nell'ora della croce, ! la pazienza *iena di speranza,
ad ogni istante ; Lug 16 tito quella parte. di gioia .....) |. ina Eos 4 messa da Dio Dilisne giloge AGI
in tutte le cose di quaggiù,
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Uné Voillaume”' + | i - [EFRRZS]
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fronti, al momento attuale? Viverla attivamente, amarla, nutrire
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» In che modo rispondere, nella comunità, & ciò che Dio,
| nostro Padre, si afpettà da noi? di | | [© dhbdbrrrrtrtrt'tt'ttt e i eee oeoeoem"mummqmMNm mq Tegqg«ou«x—*EVOMMMC0Ca On
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Al punto di partenza della nostra strada, c'è una promessa: "Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e la sabbia del mare" (Gen.22,17). Questa parola di Dio ad Abramo trova il suo compimento in Gesù Cristo, In lui, la folla immensa descritta dall'Apocalisse diventa una
sola famiglia, il popolo di Dio.
"Io vidi una folla immensa che nessuno poteva contemplare, di tutte le nazioni, di tutte le tribù, popoli e lingue, in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, con vesti candide e palme nelle loro mani. E gridava no con voce potente dicendo: la salvezza è del nostro Dio che è seduto in
trono, e dell'Agnello." (Apoc.7,9-10)
Popolo in cammino verso il Regno, La festa d'Ognissanti, risveglia
la nostra speranza mostrandoci la meta del cammino,
"Non avranno più fame, non avranno più sete e il sole non li op - primerà, né alcun calore bruciante. Perché l'Agnello che è sul trono li farà pascolare e li condurrà alle sorgenti dell'acqua viva, E Dio asciu-
gherà le lacrime dai loro occhi." (Apoc.7,16)
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Francesco era cieco quando compose il Cantico delle Creature nel quale ci insegna a cantare il Sole anche quando non lo vedia- mo, ,.,la sua gioia non era la soddisfazione di colui al quale tutto va bene,
A volte, anche noi non vediamo più il sole perché siamo resi ciechi dalla ma - lattia o dalla disperazione .
Che questo pellegri - naggio Fede e Luce ci por ti tutti verso questa luce
che ci chiama!
Mariangela
"Buona a niente"
Malgrado la differenza di linguaggio, il messaggio di Bernar- detta è sempre attuale, Anche oggi può aiutare il pellegrino a sco- prire che anche se si ha l'aria di essere buono a nulla, si ha sem pre qualche cosa di insostituibile da dare,
"Sempre all'infermeria, sempre buono a niente"...Il Signore ha fatto bene a non lasciarmi la scelta del mio genere di vita , Certamente non avrei scelto questa inattività a cui sono ridotta,Mi sarebbe tanto piaciuto avere un servizio.,.,.le mie armi sono la pre ghiera e il sacrificio che avrò fino al mio ultimo sospiro.Allora la arma del sacrificio cadrà, ma quella della preghiera mi seguirà in cielo, dove sarà più potente,"
Bernadette
A
. tom È D.
Signore fà di me uno strumento della tua pace!
Là dov'è odio, che io porti l'amore, % Là dov'è offesa, che io porti il perdono,
Là dov'è discordia che io porti l'unione
Là dov'è l'errore che io porti la verità
Là dov'è il dubbio che io porti la fede
Là dov'è disperazione che io porti la speranza
Là dove son tenebre che io porti la luce
Là dov'è tristezza che io porti la gioia.
O Maestro, che io non cerchi tanto di essere consolato ma di consolare di essere compreso ma di comprendere
di essere amato ma di amare
Perché, è donando che si riceve è dimenticando se stessi che ci si ritrova
è perdonando che si è perdonati
è morendo che si resuscita alla Vita eterna!
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I Santi ?
Degli uomini, delle donne Giovani o..,meno giovani grandi o piccoli Barcollanti o arditi
Come te Come me Ieri o oggi
Il cesto del loro cuore Era pieno di fiori Rituttizi coulori Come l'arcobaleno
Ma le foglie di ogni giorno Nascondevano le spine Che ferivan la loro linfa d'amore E facevano sprizzare Dalle loro lacrime il sangue Come quando tempeste e uragani Fanno piangere le nubi,
K
Camminavano nella vita Curvi sotto il peso dei pensieri Come te Come me Teri o oggi
Non guardavano la punta dei piedi Ma ‘l'iviso del viandante incontrato "Sei felice?Malato? Corrucciato? Hai fame e sete di ricchezza ? O di amicizia? Non ho gran che da darti Ma quello che ho Senza rimpianto A sazietà te lo do, Un briciolo di gioia Che chiede il tuo cuore Eccolo e un pò d'amore E danziamo Tra-la-la,,."
pd
I Santi?
Apparenza: non ne avevano
Come te Come me [eri 0 oggi
Ma andavano per la loro strada Spingendo sempre avanti Lo sguardo, il sorriso, le mani Allerti e gioiosi Malgrado il peso del corpo Del lavoro Delle notti E della loro fame Come te Come me leri o oggi E' sicuro?
*
Alla svolta della via Il grande incontro "Dammi la mano
E vieni, Lascia là il fratello E'finito l'andare Solo i gioielli del cuore Faranno il peso della gioia Tu l'hai colmato Di quel che hai dato Senza contare Lungo tutti i giorni Tutto si è racchiuso Nel segreto Del tuo amore,"
Se ne sono andati Senza paura e rimpianti Alla porta dorata Dell’ eternità, Come capiterà Per te Per me Oggi o domani E' sicuro,
Ma i tesori di servizio e amore Erano così pesanti Che cadono ogni giorno
tp ;Apik::r-_eeee.r - r——=..M4h..
47 Pioggia di rosa e di luce Tendi le mani Sui pellegrini della terra è... Verso Colui, che domani Quale domani? Alla svolta della via Ti aprirà le sue braccia E ti mostrerà
Non guardare la punta dei piedi Il tuo posto Ma tieni il tuo sguardo alzato Nell'immenso spazio Per ‘incontrare il cuore Dove sono radunati Del viaggiatore sviato Di bianco vestiti E dirgli come le guide I santi illuminati Che ti hanno preceduto Che sono già arrivati "ei felice, malato? Corrucciato? A1 regno di eternità Non bo gran che da darti Ma ece e vedrai" Allora canterai ALLELUIA ! Se ciò ti costa Ma abituati a cantare Fà la caccia al dubbio Fin da ora
Alza la testa Canta la tua canzone Malgrado la punta delle spine E le tenebre che ti addolorano Non lasciare di sorridere E la mano non chiudere Continua a comminare La strada mon 1as Perché ieri noh ritorna E domani ti aspettao
I î I _ T santi hanno cercato di dire "sì" a Dio. Questo ! I usi" è fatto di gioia ma non è evidente a prima I vista, Cesù chiama ciascuno di noi a pronuncia» | I re questo "sì". Cercare come il santo scelto dal | I la comunità o un 'santo da noi preferito, ha rispo | | sto "sì" a Dios Al I I I I I | I I Ul
- OGNISSANTI: FESTA DI TUTTI I SANTI La gioia di tutti non è possibile che quando il dolore di ciascuno è stato preso sul serio.
48 EEE DICEMBRE 960 ,
13Con Maria
Sei mesi dopo, l'Angelo Ga- briele fu inviato da Dio in una cit- tà della Galilea, chiamata Nazaret, ad una vergine promessa ad un uo- mo di nome Giuseppe, della casadi Davide. Il nome della vergine “era... Maria.L'Angelo, essendo entrato da lei, le disse:"Ave, o piena di grazia, il Signore è con tel".Tur bata a queste parole, ella si do - mandava che cosa significasse un
tale saluto, Ma l'Angelo le disse:
"Non temere, Maria, perché tu hai »
trovato grazia davanti a Dio,Ecco, 9
Ca de fc si
tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio, a cui porrai nome Gesù; egli sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Iddio gli darà il trono di Da vide, suo padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo
regno non avrà mai fine",
+.
Allora Maria disse all'Angelo:"Come potrà avvenire questo, se io non conosco uomo?". L'Angelo le rispose:"Lo Spirito Santo verrà sopra di te e la potenza dell' Altissimo ti coprirà della sua ombra:per questo il bambino che nascerà; sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.Ecco, Elisabetta,tua parente, ha concepito anch'essa un figlio nel-
la sua vecchiaia, e colei che era chiamata sterile è nel sesto mese ;
perché niente è impossibile a Dio." Allora Maria disse:" Ecco l'an- cella del Signore: si faccia in me secondo la tua parola". E l'Angelo
si partì da lei,
( Luca 1, 26-38 ) è
49 Mio MAESTRA DI i, NZA
Lourdes si lascia scoprire a poco a poco. Per prima cosa si vede solo la roccia. Dura, compatta, massiccia, dominata dalla Chie- sa. Poi avvicinandosi, si scopre la breccia: nascosta, profonda,mi steriosa, Non si sa fin dove arriva.
Non esiste montagna che non ospiti qualche crepa. E' in que- sta fenditura che la "Signora" è apparsa a Bernadette. E' la che ella l'aspettava, E' la che Ella le ha chiesto di avvicinarsi senza avere paura, poi di scavare, di scavare ancora, ,.per far zampil- lare la sorgente.
Ognuno di noi può ascoltare questo appello di Maria nei suoi incontri di tutti i giorni, in famiglia, al lavoro, a "Fede e Luce" o altrove, Tocca a ciascuno rispondere a questo appello con un pellegrinaggio nella vita di tutti i giorni, che preparerà l'incontro dei paesi nel 1981.
Ci vuol tempo per scoprire la fragilità di un cuore di carne dietro un cuore di pietra, E' difficile mettere a nudo la spaccatu- ra che esiste nel più intimo di ciascuno di noi. Mondo di tenebre di blocchi e di paure,
Tuttavia è là che Maria ci aspetta un giorno dopo l'altro,nei mille piccoli gesti che compongono la trama della nostra esistenza, Ella ci precede in tutte le nostre incrinature, Nessuna le è estra- nea dal giorno in cui la folla sì è impadronita di suo Figlio urlan- do "A morte !".
Ella sposa la forma delle nostre ferite per accogliervi la ris- posta di Dio al grido della nostra debolezza. Ecco perché Ella è Maestra di Speranza, Non c'è spaccatura dalla quale Ella sia as- sente e in ciascuna Ella chiama Colui che "muta la roccia in sta-
gno e il ciottolo in fontana".
Louis Sankalé
( sacerdote)
È O e a O 00% Prega re il Vangelo: 8 E
IL ROSARIO Sg”
Sullo sfondo delle parole "Ave Maria" passano davanti agli occhi dell'anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo, Sono i misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi che ci mettono in comunione vivente con Gesù attraverso il cuore di Sua Madre, Al tempo stes so, il nostro cuore può nelle decine del Rosario cogliere tutti gli aspetti di quella che è la vita dell'individuo, della famiglia, delle Nazioni, della Chiesa e dell'umanità; le situazioni personali, quel- le del prossimo e più specialmente di quelli che sono vicini a noi e a cui siamo più legati, Così la semplice preghiera del Rosario
batte il ritmo della vita umana,
Giovanni Paolo II
( Angelus del 29 Ottobre 78 )
— duggormenti. Sip es i rp lai LO
Cercare attraverso i vari avvenimenti della vita di Maria nel Vangelo ciò che Essa ci vuole dire, specialmente in questo
periodo di Natale,
Il nostro cammino in comunità è fatto in compagnia di Maria,
trovare un modo pratico di esprimerlo.,.......
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CA
Sul tema di Natale fare scambi con la comunità con cui ab-
biamo un gemellaggio ( canti, poesie, cassette, dischi, biglietti
di auguri. .......)
Ricordo un ragazzone che frequentava un liceo. I compa- gni gli dicevano:" Che cosa ti dà in più il pregare la Madon- na? Non sei più furbo di un al-
tro." Ed era vero, ma lui ris-
pose:"Non mi dà niente di più,
è vero, ma mi cambia tutto!".
Se vivremo con Maria,
lei ci trasformerà in Gesù; en-
treremo nel Regno e vi trovere- % è a
mo la pace,
Padre Lochet
® |
VE GENNAIO 1051
| 14 Nell’Eucarestia
“Venite a me”
Io sono il pane di vita: chi viene a me non avrà più fame, chi crede in me non avrà più sete in eterno (Giov.6,35).
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io vi darò riposo. (Matt.11,28).
Venite, tutto è pronto.
L'Eucarestia, pegno per la Festa Eterna
[ responsabili e gli animatori delle comunità cristiane non temano d'insistere in ogni momento sulla fedeltà dei battez | zati a celebrare nella gioia l'Eucarestia domenicale.Come si potrebbe trascurare questo incontro, questo banchetto che il Cristo ci prepara nel suo amore? La partecipazione sia nello stesso tempo degna e festosa! E' il Cristo, crocifisso e glo rificato, che passa in mezzo ai suoi discepoli, per trasci- narli insieme nel rinnovamento della sua resurrezione. E' il culmine, qui in terra, dell'Alleanza d'amore tra Dio e il sw popolo: segno e sorgente di gioia cristiana, pegno per la Fe sta Eterna. n
Paolo VI
COME QUESTO BAMBINO
Nell'Eucarestia, Gesù si presenta a noi come colui che non fa"! niente, non parla, non risponde.Prima ancora di prens dere e mangiare, prima di "fare memoria di Lui" bisogna ac cettarlo nella sua realtà: Egli è la. Come questo bambino, che mi è donato e che sembra non comprendere nulla e che non potrà fare mai niente, io lo ricevo perchè egli è là, presenza reale, realtà presente, e, perciò stesso, vivente. Egli è figlio di Dio e io mi aggrappo a questa realtà. Ecco perchè l'Eucarestia è così importante, per noi che ci lasciamo formare dai nostri fratelli feriti. Scopriamo che prima di agire, bisogna essere, e che prima di donarsi bi- sogna ricevere.
Padre Andrea Roberti (Belgio).
E li pren sini
"luogo del ringraziamento,
tra il nutrimento comunitario e il nu
Ciò che fa da lepame trimento persorale, poichè è contemporaneamente l'uno e l'a
tro, è l'Eucarestia. L'Eucarestia è la celebrazione, la fe sta comunitaria per eccellenza, perchè ci fa rivivere del mistero di Gesù che dona la sua vita per noi.E' il momento
in cui tutta la comunità rende grazie. Per questo dopo la
consacrazione il sacerdote dice: "Quando noi saremo nutri-
ti del Suo Corpo e del Suo Sangue e ripieni dello Spirito Santo, concedici di essere un solo Corpo e un solo Spirito nel Cristo". L'Eucarestia è il momento centrale del miste- ro della comunità.
Ma è anche un momento intimo in cui ognu mato dall'incontro personale con Gesù.
no di noi è trasfa
Jean Vanier (1a Comunità luogo di perdono e di festa)
— - 2-1
- —Sagg.siusnti — — — — —
Î - Cercare nel Vangelo i brani che mostrano il desiderio di | Gesù di venire in noi (in particolare S.Giovanni cap.6°)
| - Come sensibilizzare le assemblee parrocchiali all'accoglien | za di persone handicappate mentali? (per aiutarci: film Fe- | de e Luce, numero speciale sulle comunità Fede e Luce). Î
y - Importanza della preparazione alla prima Comunione.Questo
| si fa nell'ambito familiare e parrocchiale; hei paesi do- | P ve esiste una catechesi specializzata, è importante resta-
! re in contatto con i suoi responsabili. )
30
eee E BBRAIO 1981
15 Nell Eucarestia
testate In me”
GHT MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, RIMANE IN ME ED IO IN LUI. (Giov.6,56)
Chi mangia me vivrà grazie a me. (Giov.6,57). Il nostro lin- guaggio è a volte ambiguo e una stessa parola può avere dei significati molto diversi; perciò è necessario porre la pa- rola nel suo contesto per comprenderne il pieno significato.
Ci sono parole, come nutrimento, nutrirsi, mangiare, che Han no un significato molto chiaro nel toro uso quotidiano, ma —
che esprimono tutta un'al!nn roslià, nello stesso tempo simi le e differente, quanda noi parliamo detl'Kucarestia. = Quando mangio del parma, si lammmi, della carne, prendo que- sti cibi per sOGiuin i: : o Vagli. per far li divenire me stesso. Li dist o egg 0 uio vantagpio. Quello che è mangiato diventa colui che mangia. Quello che mangio diventa me stesso e scompune nol mio essere.
Quando mi nutro dell'Ecars:itia, matgio il Corpo e il Sangue del Cristo non por assimilario in me, per farlo divenire me
stesso, ma al conurna 10; tacciarini assimilare; è Gesù SEGm
so, il mio nutrimento, che mi assimilerà in Lui affinchè la mia vita trasformata divenga sempre più la Sua vita.
Riflettendo così, scopro quale deve: essere la ti sposizione per ricevere Gesù. Io non lo ricevo per posseder lo, ma per essere posseduto e per abbandonarmi a Lui.
Devo avere dunque un cuore totalmente povero, libero da ogni volontà di possesso, disposto a lasciarmi invadere, possede- re, trasformare da Colui che si dona a me. Molte delle os comunioni non portano i frutti attesi perchè non sono cosl disposto.
Il primo frutto dell'Eucarestia non è forse quello di fare di me-sempre più un essere "donato" al Padre e ai miei fra- telli, come Gesù: "Questo è il mio Corpo offerto in sacrl-
ficio per voi, questo è il mio Sangue versato per voi e per EUUCti 112
Signore Gesù, trasformami, modellami a tua somiglianza, che
io divenga ogni giorno un po' più come te, donato tutto al Padre e ai miei fratelli.
Padre André Delpierre (Belgio)
al di là delle parole
Natalia non era una bambina come le altre, Natalia non pote va, come gli altri bambini della sua età, n
scoprire il volto di Gesù nelle lezioni di catechismo,
nei bei libri o nelle belle frasi. Era così povera che anche le parole erano trop-
po difficili per lei. Eppure era necessario che anche Lei avesse la fortuna di incontrare Gesù,
Mi ha fatto allora capire ghe Gesù è vivente in ciascuno di noi; bastava che io vivessi la mia fede, che i miei gesti fos
sero gesti di amore, gesti di Gesù che è in me, perchè ella vi scoprisse un' viso di pace, di gioia: il viso di Gesù.
Io allora l'ho amata, amata,a- mata.....ed è in questo amore che l'ha scoperto.
Natalia allora ha domandato l'Amore, allora ha chiamato Gesù e per saziare questa fa " me ha preso parte alla cena ed ha diviso con noi il pane d'a more. | Nella sua espressione di pace 7 potevamo vedere il volto di Gesù che era in lei. L
(Francoise Lacoste, Belgio)
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Suggerimenti — — — — "— a «5 = on oe ist om
- Cerchiamo nel Vangelo come Gesù: ci invita a passare da uti | cibo che perisce a un cibo che dura per l'a vita eterna. (Particolarmente S.Giov.cap.2 per il vino, cap.4 per | l'acqua, cap.6 per il pane)
- Febbraio: Festa della Luce! Prevediamo un momento di adorazione silenziosa, durante | la Messa o in un altro momento: si disporranno fiori e
candele per simboleggiare la preparazione del nostrò cùon;
| si rilegg/erà S.Giov.6,56.
<a.
’ "RE MARZO 1981
16 I perdono
® Non avere paura poichè io ti ho riscattato. Ti ho chiamato per nome, tu sei mio. Se attraverserai le acque, io sarò con te ‘@ le onde non ti sommergeranno. ( Isaia 43, 6 ) I monti crolleranno e le colline si sconvolgeranno ma la mia bontà non si ritirerà da te è e il mio patto di pace non sarà rotto. (Isaia 54, 6) Ritornate a Yahvé, vostro Dio poichè egli è misericordioso e compassionevole lento all'*ira;, ricco di bontà
e gli dispiace cestigare, î f (Gioele 2, 13)
La comunità è il luogo del perdono. Malgrado tutta la con- : sf fidenza che si può avere gli uni con gli altri, ci sono do sempre delle parole che feriscono, delle occasioni dove LO «E, uno vuol mettersi avanti,dellesituazioni dove le suscetti- | bilità si urtano. E' per questo che vivere insieme implica una certa croce, uno sforzo costante ed una accettazione Vo, Fi che è perdono reciproco ogni giorno.
(Jean Vanier "La comunità luogo di perdono e di festa" )
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‘‘bresentare =) Dio
le nostre mm ferite,,
Il Padre Bro, in una conferenza a Notre Dame, racconta que- sta bella storia:
"Un principe possedeva una pietra preziosa magnifica di cui era molto fiero, Un giorno, per un incidente, questo sioiello si rigò profondamente, Il principe convocò allora i più abili specialisti per farlo riparare. Na malgràdo tutti i loro sfor- zi non riuscirono a togliere la risatura. Arrivò allora nel paese un incisore di pietre di bravura inecuagliabile.,Con arte e pazienza egli incise nel diamante una mamifica rosa utiliz zando per il gambo la stessa rigatura, e fu talmente abile che la pietra preziosa divenne infinitamente viù bella di prima"
Quante volte ho visto delle persone piangere confessandosi e dolersi: "Ho fatto la bestia", "sono disgustato di me stes so", "sono di nuovo sceso così in basso", l'a il più delle volte mi è sembrato che rimviangessero la loro miseria più che l'aver offeso Dio,
In fondo, noi non accettiamo di essere quello che siamo, fra- gili e peccatori, portati cioè ad allontanarci dal sentiero che il Signore amerebbe vederci semire,
Ci perdiamo di coraggio non appena un nostro difetto ci fa cadere, Ci sono addirittura dei cristiani che rinunciano a ri- cevere il Sacramento della Penitenza +0. .Derchè si ritengono indegni! Come se un malato aspettasse di stare meglio per con- sultare il medico.
Invece è proprio partendo dalla nostra miseria che Dio può scavare in noi quella che si chiama umiltà: il senso dèélla no- stra fraszilità, della nostra povertà, Come nella storia race
contata innanzi, sesto > il mouento in cui "sli potrebbe
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mettersi a fare qualcosa di solido e di bello quando, scoper- ta la nostra debolezza, lo pregheremo di fare in noi ciò che non arriviamo a fare da soli, Così come si scavano le fonda- menta quando si costruisce una casa,
Non sono belli i nostri peccati, questo è sicuro. Essi hanno però la prerosativa di renderci consapevoli della nostra fra- gilità e di invitarci a confidare in chi.è più abile di noi,
Come il bambino che impara a camminare: di caduta in caduta, a forza di cadere esli realizza che da solo non può fare, ed allora prende volentieri la meno che gli viene tesa e che l'a- iuterà a regsersi sulle sue gambe.
Dobbiamo riconoscere che siamo deboli per arrivare a diventa- re forti per mezzo della forza dello Spirito Santo. Dobbiamo ritrovare questa delicatezza che ci fa domandare il perdono delle nostre colpe, anche se non sono sgravi: per diuostrare al Padre quanto vorremmo amarlo meglio, i suadazneremo anche: a partire dalla scalfittura, dalla nostra fragilità riconosciuta, confessata, rimpianta Mio si metterà a scolpire in noi il fio-
re, in cima al gambo dell'umiltà,
Padre lubert Damien,
I fn a
SUGGE RIMENTI è
- Trovare nel Vangelo lo sguardo di Gesù che ama e che perdona
(Zaccheo, la donna adultera, il giovane ricco....). Come, an che per noi, uno sguardo, un gesto dicono molto di più delle parole?
- (Cf. tema n° I) Ci siamo sbarazzati di qualche basaglio inu-
tile?
- Perchè non una cerimonia penitenziale preceduta 0 seguita dal
sacramento della Riconciliazione?
49% MSCANOO
Celebriamo
radost GAUDIM *,
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